La Giostra di Sulmona



A più di tre secoli di distanza dalle ultime edizioni storicamente documentate e dopo essere stata per anni oggetto di attenzioni, di cure, di speranze e di propositi di quanti, a vario titolo e a vario livello, hanno pensato ad una sua riedizione, la Giostra Cavalleresca di Sulmona è finalmente tornata a rivivere in quell'angolo così affascinante della città di Sulmona che è Piazza Garibaldi (la "Pescaria" dei documenti storici o Piazza Maggiore) per opera di un gruppo di cittadini che hanno costituito, prima, un Comitato Promotore e, poi, una Associazione Culturale non riconosciuta, senza fini di lucro, allo scopo preciso di elaborare un apposito progetto, verificarne la fattibilità e curarne la auspicabile realizzazione.

Le considerazioni che sono state alla base di questa non facile impresa, oltre all'amore per la nostra terra ed al fascino che una manifestazione come la Giostra emana, sono prevalentemente riconducibili a tre ordini di fattori:

  • E' in piena attuazione il processo storico di formazione dell'Europa Unita: evento straordinario capace di stimolare milioni di persone a ricercare insieme futuri aperti alla fratellanza, alla cooperazione, al rispetto, alla elaborazione di spazi nuovi capaci di promuovere la crescita e la integrazione di culture, tradizioni, progettualità, idealità, stili di vita e di pensiero finora confinati nei rispettivi territori di appartenenza. Senza enfasi, ma con convinzione ed entusiasmo, è giusto ritenere che ognuno possa e debba partecipare alla costruzione di questa grande realtà sociale, politica e culturale, mettendo in campo le proprie risorse. In questo quadro, Sulmona ed il suo comprensorio, pur nei loro limiti, hanno caratteristiche importanti da poter offrire all'Europa del futuro, per la crescita di noi stessi e delle generazioni che verranno;
  • Quanto ora detto trova giustificato ed obiettivo riscontro nella istituzione dei Parchi della Maiella-Morrone e del Gran Sasso-Laga, che ha storicamente aperto per l'Abruzzo la possibilità di porsi al centro dell'attenzione internazionale per quanto riguarda l'importanza delle bellezze ambientali ed il valore della loro salvaguardia. Sulmona, cuore dell' "Abruzzo Regione Verde d'Europa", ha sicuramente tutte le qualità per offrirsi all'Europa come punto di riferimento culturale, essendo copiosamente in possesso di ricchezze artistiche, umane, storiche, culturali, ambientali, di innegabile (ed ancora non compiutamente espresso) valore. la Giostra, in quest'ottica, vuole assumere il significato di un contributo, di un omaggio, di un augurio della nostra terra all'Europa del futuro; è il primo, importante momento di presa di coscienza da parte della nostra comunità della enorme importanza che questo momento storico può rivestire per il suo sviluppo. Grande prova collettiva, valida a dimostrare la capacità della nostra gente di realizzare progetti culturali di grande respiro e prestigio;
  • Sulmona ha già mostrato, pur fra le mille difficoltà ed i mille ritardi che la attanagliano, di essere in grado di affrontare la sfida con il proprio futuro. All'interno del suo tessuto sociale sono presenti forze politico-culturali-sociali-culturali di valore che hanno dato adito a situazioni di indubbia validità: sono le cime emerse di una realtà che poggia su basi nascoste, radicate nel cuore e nelle menti di tutti gli abitanti di Sulmona e del suo circondario. L'aver riproposto, oggi, la Giostra Cavalleresca ha anche il sapore ed il valore della fiducia nella forza culturale della nostra Città e della coscienza della importanza che tale manifestazione può assumere, in appoggio ed in simbiosi con quanto di importante Sulmona ha espresso ed esprime.

In definitiva, il principio ispiratore di questo progetto è quello essere di uno "strabismo culturale" che rivolga l'interesse sia verso il passato che verso il futuro:
    Verso il passato, per riscoprirne sempre più profondamente i valori civili, umani, politici, sociali e culturali, soprattutto mediante la istituzione dei SESTIERI e BORGHI, con il compito fondamentale di assicurare la partecipazione di base (popolare nel vero senso della parola) alle attività inerenti il Progetto nella sua interezza, con la messa in moto delle energie più autenticamente espressive dei valori, delle tradizioni, della "storia" della nostra gente. La ricchezza espressiva, la fantasia, la originalità, la umanità e la operosità che ognuno, in misura più o meno valida e continua, porterà alla realizzazione di questo progetto, costituiranno una base importante su cui poggiare il valore stesso della nostra proposta. Riuscire a stimolare la vita nei Quartieri vorrà dire anche, oltre che una valida qualificazione della nostra offerta culturale, aprire la strada ad una ridefinizione del senso stesso del nostro vivere nel sociale, del senso stesso dell'uso dei nostri spazi, siano essi fisici od umani, del senso stesso di una "modernità" che sta rischiando di spingere l'uomo verso la solitudine e la alienazione;
  • Verso il futuro, per partecipare allo sforzo comune di definire i contorni di una società ancora da inventare e che restituisca all'uomo il suo valore di centralità. Per questo è necessario, da un lato, promuovere attività che arricchiscano e rinsaldino il forte legame che esiste fra Sulmona e le sue radici storiche, culturali ed artistiche e, dall'altro lato, curare con attenzione ed intelligenza la forza con cui questa Città potrà proiettarsi nel futuro, ponendosi nei confronti dell'Europa come un punto di riferimento capace di aggregare a scadenze annuali le forze politiche, sociali e culturali europee impegnate nella difficile elaborazione di una efficace politica di "cultura ambientale", intesa come possibilità e capacità dell'uomo di dare le risposte giuste alle domande che la società del futuro pone a tutti;
  • Seguendo questo principio si è colta appieno tutta la potenzialità insita nella riproposizione della Giostra Cavalleresca di Sulmona. Questo torneo cavalleresco, così come ci viene descritto nei documenti storici a noi pervenuti, aveva in sť la grande potenzialità rappresentata dal fatto che la partecipazione ad esso non era limitata solo ai cavalieri della nostra Città (come accadeva per altre manifestazioni del genere) ma era aperta a tutti coloro che, da ogni luogo, avevano interesse a correrla; questa possibilità, "storica", di coinvolgere nello svolgimento della Giostra interessi esterni alla nostra realtà locale, ha consentito al Comitato Promotore (ed alla conseguente Associazione Culturale) di allargare gli orizzonti del Progetto a cui stava lavorando e ciò, unitamente alle considerazioni riportate nella premessa, ha condotto alla elaborazione di un disegno di Giostra che vedeva il coinvolgimento di realtà geografiche e sociali di livelli e complessità via via sempre più importanti, fino a giungere alle Nazioni che faranno parte dell'Europa Unita.