//La Giostra Cavalleresca di Sulmona protagonista al Convegno internazionale di Oristano

La Giostra Cavalleresca di Sulmona protagonista al Convegno internazionale di Oristano

La Giostra cavalleresca di Sulmona protagonista del Convegno sui giochi storici che si è tenuto ad Oristano, in Sardegna in occasione della Sartiglia una delle più antiche manifestazioni equestri del Mediterraneo e dell’Europa che si svolge la domenica e il martedì di carnevale. “Giostre e manifestazioni storiche in Europa e nel Mediterraneo”, è stato questo il tema del convegno che ha visto la partecipazione dei principali esponenti europei e nazionali tra cui Raquel Esteban presidente federazione europea giochi storici, Giuseppe Barolo, presidente della Figs, Angelo Bresciani, presidente della Fondazione Sartiglia e le città di Barban e Sinj (Croazia), Zante (Grecia) e Sulmona (Italia) in rappresentanza delle principali manifestazioni storiche che ruotano attorno alla corsa all’anello. Nel corso del suo intervento il presidente della Figs Giuseppe Barolo ha evidenziato l’importanza di queste manifestazioni che partendo dalle tradizioni storico-culturali del nostro Paese, riescono a creare occupazione, turismo e indotto economico. Nel 16% dei casi le presenze superano le 80 mila persone con una presenza media di 24 mila persone. L’esame degli aspetti occupazionali evidenzia un dato medio rilevante con 262 persone che lavorano per l’organizzazione della manifestazione. Tra questi il 96,6% sono volontari dei quali il 22,5% svolgono attività in modo sistematico, il 2,7% lavoratori distaccati di altre organizzazioni è solo lo 0,7% dipendenti o collaboratori. Per quanto riguarda i dati finanziari le entrate medie sfiorano i 124 mila euro e superano leggermente le uscite. Il finanziamento pubblico copre il 39% del totale di bilancio a fronte di una capacità di autofinanziamento superiore al 55%. Le uscite sono rappresentate, prevalentemente, dalle spese sostenute per gli acquisti (62,3%). Il giro d’affari, al netto del finanziamento pubblico è di quasi 155 mila euro mentre per quanto riguarda l’indotto, ogni gioco storico genera nel periodo di svolgimento della manifestazione, più di 600 posti di lavoro e un giro d’affari di 336 mila euro. “Facendo una proiezione su questi dati”, sottolinea Barolo, “i 520 giochi storici presenti in Italia generano un volume d’affari, oggi valutabile in 650 milioni di euro a fronte di un investimento pubblico stimabile di poco superiore a 20 milioni di euro e di un movimento di pubblico di più di un milione di persone. Ma soprattutto si può affermare che le Rievocazioni storiche, che oggi hanno un impatto sempre più forte sul tessuto economico-sociale, ci permettono, senza tema di smentita, di valutare anche il valore sociale di queste tradizioni e la loro capacità di rappresentare l’elemento di recupero culturale e di promozione turistica di un territorio”. Soddisfatto al termine dell’incontro anche il presidente reggente della Giostra cavalleresca di Sulmona, Maurizio Antonini. “Rappresentare l’Italia in questo importante appuntamento di Oristano che ha visto la partecipazione delle principali autorità europee dei giochi storici ci gratifica e ci fa dire che siamo sulla strada giusta”, afferma Maurizio Antonini, “la nostra Giostra cavalleresca può e deve diventare veicolo di divulgazione della cultura e delle radici della nostra comunità. E nello stesso tempo può costituire oggetto d’interesse per l’impresa culturale e creativa per la promozione e lo sviluppo economico e sostenibile del nostro territorio”.

LA SARTIGLIA DI ORISTANO

La Sartiglia è una corsa alla stella che si corre l’ultima domenica e martedì di carnevale ad Oristano, dove carnevale e Sartiglia sono praticamente sinonimi. È una delle più antiche manifestazioni equestri che ancora si svolgono in area Mediterranea e una fra le più spettacolari e coreografiche forme di Carnevale in Sardegna. Riecheggia riti di rigenerazione agraria. La Sartiglia della domenica si svolge sotto la protezione di San Giovanni Battista, quella del martedì, organizzata dal Gremio dei Falegnami, sotto la protezione di San Giuseppe. Le usanze stratificate nel tempo fanno da contorno all’unico vero protagonista: su Componidori e la sua maschera androgina. È lui il Signore della Festa. Uomo e donna al tempo stesso, né femmina né maschio, su Componidori nasce nel corso di una vestizione pubblica, celebrata da ragazze che indossano costumi antichi. La Sartiglia comincia con la vestizione del Capo Corsa, uno dei riti più impenetrabili della tradizione sarda. Un tempo il diritto di essere scelto come Componidori era appannaggio dei soli nobili oristanesi. Il primo Componidori donna gareggia nel 1973. La corsa alla stella si svolge su un percorso realizzato in pieno centro storico e a pieno galoppo bisogna riuscire a infilzare una stella con una spada. Il cavaliere che ci riesce vince come premio una stella d’argento. Subito dopo la corsa alla stella si svolge la corsa delle Pariglie. Uscendo lanciati al galoppo dal portico che si apre all’inizio della Via Mazzini, tutti i cavalieri, ad eccezione delle pariglie dei Componidoris (che non possono rischiare di cadere da cavallo compromettendo così la propria sacralità) si esibiscono in spericolate acrobazie sulla groppa dei propri destrieri, fino a quando le condizioni di luce lo consentono. È qui che maggiormente vengono evidenziate qualità quali il coraggio, la destrezza e assume primaria importanza la simbiosi uomo-cavallo. La competizione da individuale passa ed essere un gioco di squadra e solo chi, durante il corso dell’anno, è riuscito a sviluppare particolare affiatamento con i propri compagni e con gli animali, sarà in grado di esibire numeri di grande destrezza e abilità.