//Borghi e sestieri scomparsi

Borghi e sestieri scomparsi

8 – Sestiere Porta Sancti Pamphili

Il Sestiere di Porta Sancti Panphili era il secondo in ordine di importanza e comprendeva il settore settentrionale di Corso Ovidio, da Via De Nino all’attuale Piazzale Carlo Tresca e vie circostanti; la porta che dava nome al distretto e che a partire dal Cinquecento si disse anche di Sant’Agostino, sorgeva proprio nei pressi di questa chiesa, oggi scomparsa come la porta. Erano incluse in questo Sestiere le chiese di San Silvestro e San Giacomo, non più esistenti, nonché il grande complesso dell’Annunziata. Anch’esso non corre per il palio ed è ripartito tra quelli di Porta Japasseri e Porta Bonomini.

9 – Borghetto

In origine denominato Borgo Magnaporci, era il più modesto rione della città medievale, comprendendo solo le poche case esistenti lungo le attuali vie Borghetto I e II e il Vico del Carbonaro. Una porta di piccole dimensioni, dapprima conosciuta come Porta Fonti, poi Porta Borghetto e “La Porticella”, consentiva agli abitanti di uscire ed entrare attraverso la cinta muraria ad est della città.

 

 

10 – Sestiere Porta Salvatoris

Il Sestiere Porta Salvatoris, il primo dei rioni della Sulmona medioevale, si estendeva dietro l’omonima porta che fino allo scorso secolo sorgeva di lato alla Fontana del Vecchio, includendo, in pratica, l’attuale Corso Ovidio e isolati adiacenti fino a Via De Nino. Non era il rione più popoloso, ma certamente il più ricco dal momento che in quel distretto si concentravano in gran numero botteghe artigiane e fondaci mercantili, nonché le case dei facoltosi banchieri della nobiltà locale. Nel suo ambito era incluso il complesso conventuale dei Francescani e la chiesa di San Giovanni, caduta nel terremoto del 1706 e non più ricostruita. Non partecipa al torneo cavalleresco e viene in parte associato al Sestiere di Porta Manaresca e in parte a quello di Porta Filiamabili.

11 – Borgo Sant’Agata

E’ uno dei più antichi della città trecentesca ed era circoscritto nello spazio intercorrente tra le mura della prima cinta e la chiesa di Santa Maria della Tomba. L’unica chiesa di questo borgo era quella di Sant’Agata, che poi, rilevata dai frati Carmelitani, fu chiamata della Madonna del Carmine. Si accedeva al borgo attraverso Porta Sant’Agata. Dal 1225 era dotato di un ospedale che funzionò fino al 1634. Poiché non partecipa alla giostra con un proprio cavallo, gareggia assieme al Borgo di Santa Maria della Tomba